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La rivolta del popolo delle barchette E-mail
Mercoledì 29 Giugno 2011 10:02

Meloria: il divieto sui motori non ecologici esclude centinaia di piccoli diportisti.

LIVORNO. Proteste vibranti, ma anche una promessa: che se non si troverà una soluzione adeguata per permettere ai diportisti di andare alla Meloria, questi ultimi sono pronti a dimostrare il loro malcontento. E, visto l'argomento, più che di scendere in piazza si parla di "scendere in acqua", nel senso di organizzare una manifestazione in porto con le barche.  Ecco il risultato di un giro in alcuni circoli nautici cittadini dove il divieto di accesso alle varie zone della Meloria per le barche che non montanto motori "ecologici" viene vissuto come una profonda ingiustizia.

Questo, si precisa da parte degli appassionati della piccola nautica, non tanto perché ci si senta al di sopra della legge o sia sia contrati per principio al parco, quanto per il fatto che in questo modo l'area è off limits per il 90-95 per cento delle barche livornesi, e certo non si può pensare di buttare via motori ancora buoni (e costosi). Oltre a questo si sottolinea che accanto alla meloria passano regolarmente motonavi che non hanno niente di ecologico e a breve entrerà in funzione il rigassificatore off-shore.  Romano Matteini è il vicepresidente del circolo nautico Lamarmora, e, con la sua pilotina che monta un entrobordo del '92 è tra i fuori norma. «Non credo certo che il problema dell'inquinamento sia causato dai nostri piccoli motori - spiega - e questo mentre in zona vanno regolarmente barche da pesca che hanno motori ben più grandi e tenuti molto peggio. In ogni caso non è pensabile di cambiare un motore come il mio, che oltretutto costa 10-11mila euro».  Un problema questo, come sottolinea Roberto Antonelli, che del circolo è presidente, che riguarda la stragrande maggioranza dei 106 soci del circolo, che comunque azzardano lo stesso le loro puntate alla Meloria, anche se c'è un certo timore. «C'era stata una riunione col presidente del Parco ed era stato detto che non sarebbe cambiato niente - accusa - e invece la deroga non è stata fatta ed eccoci in questa situazione».  Al circolo Sampei sul Pontino, la musica non cambia. Marco Morelli, "livornese di scoglio", spiega che sulla sua barca di 30 anni monta un motore da 160 cavalli che ha la stessa età. «Al massimo farà 150 ore di moto l'anno - sottolinea - quindi in pratica è nuovo o quasi. Adesso secondo loro dovrei buttarlo via? Mi sembra proprio che questo decreto sia stato fatto da persone che non sono affatto competenti. E poi - aggiunge - basta andare in Capraia: nella parte dove non c'è il divieto il transito è libero per tutti». Renzo Petracchi ha una barca simile a quella di Morelli, e lo stesso problema di motore: «Non siamo noi ad inquinare - accusa - ma altri: chi ci dice che le navi che escono dal porto, magari quando c'è corrente di scirocco, non sporchino ben più delle nostre barchette?».  E Riccardo Consoloni sottolinea altri due aspetti: quello della vicinanza dell'Olt, e quello del mercato dell'usato delle barche. «Adesso cosa succede - si domanda - queste barche non valgono più nulla, oppure si rischia di comprare delle barche che poi non possono esser usate in questa zona? E questo con un rigassificatore a breve distanza». Infine ecco Elio Testi, dal Circolo della Pesca al moletto Nazario Sauro. Anche qui, spiega, forse sono 3 o 4 i motori in regola. «E allora cosa dobbiamo fare? La gente ci va lo stesso, ma a suo rischio. Speriamo che trovino una soluzione e non ci tolgano anche questo piccolo piacere - conclude - altrimento dovremo farci sentire, magari manifestando in porto con le nostre barche».

 

 

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