| Tarsu, stangata sui circoli nautici |
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| Martedì 08 Giugno 2010 06:37 |
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Modificato il metodo di calcolo, il Comune chiede gli arretrati LIVORNO. Mini stangata in arrivo per i circoli nautici che si affacciano sui moletti e sui fossi. Dall'ufficio tributi del Comune è partita una pioggia di lettere indirizzate ai rappresentanti delle varie realtà livornesi: all'interno una richiesta di pagamento degli "arretrati" Tarsu (la tassa sui rifiuti solidi urbani passata nel 2006 sotto l'ala di Aamps con il nome di Tia) risalenti al 2004 e al 2005. Oltre 17mila euro per circolo nautico del moletto Nazario Sauro, attorno ai 10mila per tutti gli altri: La Vela, Ardenza, Antignano, Quercianella. E se per ora la lettera ha raggiunto solo le barche ormeggiate sul lungomare, tra pochi giorni - al contrario di quanto si pensava inizialmente - l'avviso sarà spedito anche al Consorzio nautico dei fossi. Ma cosa sono questi arretrati rivendicati dal Comune? Lo chiarisce il responsabile dell'ufficio tributi, Alessandro Parlanti: una sentenza della Corte di Cassazione pubblicata nel febbraio dello scorso anno ha stabilito che sono assoggettabili alla tassa sui rifiuti urbani, con incasso da parte dei Comuni, «anche gli specchi acquei in concessione demaniale finalizzati all'ormeggio di natanti e imbarcazioni da diporto». Tradotto: il pagamento della ex Tarsu non deve essere calcolato solo sulla base del suolo calpestabile (ad esempio i piazzali), ma anche sull'ampiezza dello specchio d'acqua a disposizione. Così i circoli dovranno tirare fuori dalle tasche l'equivalente in euro (mai versato perché mai richiesto) del fazzoletto di mare occupato da ogni imbarcazione tra il 2004 e il 2005. Chi pagherà? La sentenza parla espressamente di "concessionari" ed è chiaro che alla fine la spesa sarà suddivisa tra i soci. «Ma si tratta di una cifra irrisoria - interviene il dirigente del Comune - che con ogni probabilità non supererà i 30-40 euro annui. In pratica l'equivalente di una cena». Fatto sta che tra un circolo e l'altro è già scoppiata la polemica. Al moletto Nazario Sauro, alcuni giorni fa, i diportisti si sono riuniti per discutere la questione in un acceso dopocena: qui i posti barca sono circa 200 e la spesa per ogni socio si aggirerà intorno ai 100 euro. «Siamo decisi a opporci con forza al pagamento - interviene il responsabile, Daniele Picchiotti - le spese sono già tante (dalle riparazioni dopo gli atti di vandalismo alla corrente elettrica per le nuove torri faro) e questa richiesta ci sembra assurda». I circoli che gestiscono i moletti della costa, dal viale Italia fino a Quercianella, stanno pensando di formare un coordinamento per dire no alla sovrattassa: a preoccupare non è solo lo strascico della ex Tarsu quanto le ripercussioni che minaccia di avere sulla nuova Tia. «Abbiamo sempre pagato, in totale, circa 400 euro all'anno - ripetono al moletto Nazario Sauro - ma considerando gli specchi d'acqua l'Aamps potrebbe arrivare a chiedercene anche più di 5mila». «In ogni modo - spiega Parlanti - il Comune non può scegliere di lasciar correre: è obbligato a richiedere il pagamento sulla base della sentenza della Corte di Cassazione. Quella che abbiamo inviato ai circoli è una lettera interlocutoria che segue la strada del buonsenso: chi sceglierà di pagare subito non incapperà in sanzioni aggiuntive, altrimenti sarà soggetto, come previsto dalla legge, ad atti di accertamento».
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